Claudio Stea racconta: “Durante la promozione del disco “Raggi di luna” Mogol mi scrisse una bellissima dedica su un disco di Lucio Battisti per complimentandosi per il lavoro musicale svolto.”

Mogol, pseudonimo di Giulio Rapetti Mogol (Milano, 17 agosto 1936), è un paroliere, produttore discografico e scrittore italiano.

Mogol è ricordato anzitutto per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti, sebbene il suo contributo alla musica leggera italiana sia di respiro più largo, fin dai primissimi anni sessanta. Hanno inciso canzoni da lui scritte, fra gli altri, Caterina Caselli (Perdono, Cento giorni, Sono bugiarda, Il volto della vita), i Dik Dik (Sognando la California, Senza luce, Il primo giorno di primavera), l’Equipe 84 (Io ho in mente te, Nel ristorante di Alice, Un angelo blu), Fausto Leali (A chi), The Rokes (Che colpa abbiamo noi, È la pioggia che va), Bobby Solo (Se piangi, se ridi, Una lacrima sul viso), Little Tony (La spada nel cuore, Riderà), Mango (Oro, Come Monna Lisa, Mediterraneo), Riccardo Cocciante (Un nuovo amico, Se stiamo insieme) e i New Trolls (America O.K.).

Nato come Giulio Rapetti, il 30 novembre 2006 è stato autorizzato con decreto del Ministro dell’Interno ad aggiungere al proprio il cognome “Mogol”. Come ribadito nella sua recente autobiografia[1], non ama essere definito paroliere, bensì preferisce definirsi autore.

__________ servizio giornalistico di Loredana Caporizzi


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