Chi è veramente Claudio Stea? un compositore per pianoforte sui generis, che non ama sottostare a regole musicali, un autodidatta che si è sempre opposto agli studi accademici, esprimendosi musicalmente in maniera libera e portando avanti un approccio nei confronti del pianoforte del tutto scevro da qualsivoglia imposizione scolastica.

Claudio Stea è un suonatore poliedrico che crea musica di varia natura stilistica, non è un jazzista, non è un musicista classico, è il riflesso dei suoi 40 anni vissuti ascoltando composizioni musicali d’età classica e moderna, con particolare riferimento all’arte melodica di Freddie Mercury, John Lennon ed Ennio Morricone.

Claudio è figlio di un’epoca di cambiamenti musicali, di grandi rivoluzioni sonore, e di un’identità musicale distante dai formalismi classici. Durante il suo lungo cammino melodico,è sempre stato attento alle nuove generazioni sonore, soffermandosi particolarmente sul cantautorato italiano. Ama Domenico Modugno,Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè, i cantautori Gino Paoli, Pino Daniele, Mango e De gregori; adora ascoltare il trombettista Paolo Fresu e ha pure consegnato il suo disco di composizioni al pianoforte al siculo Franco Battiato presso la sua dimora di Milo.

Nella fascia internazionale contemporanea conosce perfettamente le canzoni di Elton John, David Bowie, Miachael Jackson, Bruce Springsteen, Radiohead, Smashing Pumpkins, Spandau Ballet, Duran Duran, Beatles, Rolling Stones, Oasis, Coldplay, U2, Muse, ma quelle dei QUEEN rimangono le sue preferite.

Per quanto riguarda la fascia musicale classica,apprezza soprattutto Fryderyk Chopin, Franz Liszt e Claude DebussyHa avuto il piacere di conoscere il maestro Maurizio Pollini ed il grande Luis Bacalov, ha un meraviglioso rapporto di amicizia con Giovanni Allevi ed Ezio Bosso, si è confrontato musicalmente con il collega Paolo Conte e nel 2019 ha partecipato all’evento Museum of the Moon insieme al pianista compositore Nicola Piovani.

Claudio preferisce suonare musica di propria creazione, poiché ritiene sia troppo facile ricevere consensi riproponendo brani di altri autori noti. E’ convinto d’essere un musicista atipico, la maggior parte delle volte “anarchico“. Il suo rapporto con la stampa è sempre stato controverso, più volte è stato posizionato al margine delle informazioni giornalistiche musicali per via della sua estrazione sonora extra accademica; durante un’intervista radiofonica ha dichiarato: “ Molti musicisti e operatori del settore, in questi anni hanno malvisto il mio ruolo di musico contemporaneo in un contesto esterno alla specializzazione accademica; non mi sento una vittima, forte del mio orecchio assoluto sono per lo più un “carnefice” nei confronti della casta musicale locale. Basti pensare che un noto pianista barese, pur conoscendo le mie capacità musicali, ha organizzato un festival pianistico nella mia città invitando solo un cerchia ristretta di suoi adepti, per lo più stranieri gemellati, e trascurando totalmente gli emergenti locali; per tutta la durata della rassegna, la gente mi fermava per strada e mi inviava messaggi chiedendomi i motivi della mia esclusione, ed io ho dovuto sempre rispondere affermando la verità: i festivals musicali sono un modo per arrichire le tasche di chi li organizza, non di chi suona. Qualche mese fa mi hanno anche invitato a San Remo per partecipare ad una rassegna musicale per compositori emergenti parallela al famoso Festival della canzone Italiana, ma poi mi hanno chiesto duemila euro per l’iscrizione digitale. Ma dove finiremo ? dove ci porteranno i falsi illusionisti di promozione musicale ? la vera musica è un’altra, quella suonata col cuore, non quella che arricchisce le banche.

Due anni fa, un noto giornale locale, mi chiamò Claudio Stà, in un’altra occasione scrissero Claudio Stella invece che STEA,(che poi,il mio cognome tradotto in lingua rumena è STELLA), mentre il mese scorso, uno pseudo giornalista, voleva esser pagato cinquecento euro per redigere un servizio stampa a mio nome, ovviamente non ho accettato e non accetterò mai di pagare qualcuno per pubblicizzare la mia persona; la mia etichetta discografica ha pensato di denunciarlo all’Ordine dei Giornalisti, ma poi, con calma li ho indotti a lasciar perdere. Io non ho bisogno di combattere il prossimo, anche perchè la maggior parte delle volte vinco io, anche se in questi 40 anni di musica sono stato maltrattato e usato tante volte, troppe direi, ho ingoiato molti rospi, sono caduto e mi sono rialzato, sino a quando ho deciso di proseguire da solo, seguendo sempre la mia strada, il mio istinto, senza raccomandazioni, senza accordi pianificati, suonando solo accordi sulla tastiera del mio pianoforte, privo di timore e con grande, grandissima umiltà. Sia chiaro una volta per tutte: io non mi reputo un pianista, men che meno un maestro. Io sono io, Claudio Stea, un umile compositore per pianoforte di Bari.

(foto di Yvonne Cernò)

Claudio continua: Lo so, dicono che le visualizzazioni sono importanti nel mondo della comunicazione musicale, io però non vivo di pubblicizzazione sonora, non mi risveglio al mattino in funzione di un “like”, non mi interessa il successo e non amo ricevere virtuali consensi. Oggi è facilissimo aumentare i numeri di ascolto pagando, lo fanno tanti musicisti di mia conoscenza, ma io no, non amo supporters fittizi e rifiuto ogni forma di raggiro per arrivare alla fama, io mi accontento di un semplice applauso per vivere bene la mia esperienza musicale; io faccio parte di un’altra epoca, quella in cui eravamo felici senza saperlo, quella in cui i cellulari non esistevano, esisteva solo il rapporto personale, si, perchè la parte migliore dell’esistenza sta nel condividere il momento sonoro nella vita reale, non attraverso una ripresa di un cellulare o un click.”

Come si fa a descrivere un musicista di questo tipo? anche Mogol se lo è chiesto.


Claudio non ha uno stile musicale ben definito, ama confrontarsi con espressioni sonore diverse tra loro, e soprattutto non scende mai a compromessi. Nel 2015 ha addirittura rifiutato di firmare un contratto discografico con un manager molto noto che voleva trascinarlo in giro per l’Italia alla ricerca di guadagni; si, perché Claudio non suona per guadagnare denaro, suona solamente per emozionare l’ascoltatore; la differenza sostanziale tra lui e qualunque altro musicista è propriamente questa, lui non usa la musica per arricchirsi economicamente; il suo unico obiettivo è quello di arrivare all’anima dell’ascoltatore,

e senza alcun dubbio questo traguardo è stato già raggiunto.

___________________ Servizio giornalistico di Loredana Caporizzi


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