Ho sempre pensato che la musica sia espressione del proprio sentimento, della propria gioia, del proprio dolore, a volte addirittura un tentativo di autoanalisi e, analizzando te stesso, offri una via agli altri per analizzare se stessi.
Le melodie quindi servono a formare una coscienza, sono una piccola goccia dove servirebbero secchi d’acqua.
Comporre, credo che sia un ultimo grido di libertà,
forse il più serio.
Creare musica sta diventando una responsabilità sociale, ma se ne sono accorti in pochi.
I brani entrano a far parte del patrimonio culturale di un popolo, sono parte della coscienza.
Sentii fin da subito che il mio percorso doveva camminare su due binari: l’esigenza per una espressione personale che ancora non esiste
e l’illusione di poter partecipare, in qualche modo, a un cambiamento emotivo.
Quest’ultimo si è sbriciolato presto, il primo, invece, rimane.
La solitudine, poi, serve per catturare un’ispirazione sonora, e non è mica una follia,
è indispensabile per star bene in compagnia.
La solitudine non consiste nello stare soli, ma piuttosto nel non sapersi tenere compagnia.
Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere ad altri.
Se i cosiddetti «migliori» di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po’ vivremmo in un mondo infinitamente migliore.
Io tutto quello che dico non so neanche se ho il diritto di dirlo perché in effetti non sono un conferenziere, non sono un politico,
non voglio neanche che siano consigli, non sono capace di darli, sono l’ultima persona su questa terra che può dare un consiglio a un suo simile.
Però son certo che certe persone sono fatte di vento,
ti entrano dentro, lasciano i pensieri in tempesta, e appena si allontanano ti manca l’aria.
A me sembra che tutto ciò che ho fatto nella vita sia in larga parte da attribuire al caso,
ad una lunga e imprevedibile teoria di incidenti della felicità o della sfortuna.
E’ soltanto dopo che si tende a concettualizzare.
E’ nel voler tirare a tutti i costi le somme di un’esistenza o di una semplice carriera musicale come la mia che ci si imbarca nella sicurezza che sembra voler concedere ogni rapporto di casualità tra presunte scelte ed accadimenti. 
Ecco il nuovo brano GLI OCCHI DI EDMEA associato al videofilm girato nelle GROTTE DI CASTELLANA.

SamomusicProductions2022 presenta: Claudio Stea – Gli occhi di Edmea – con la partecipazione straordinaria al violino di Marilù Di Modugno – Tutti i diritti riservati Claudiosteamusic – Brano inserito nel disco RAGGI DI SOLE (2021) – Videofilm con Sonia Scarpa e Alice Caputo – Riprese e montaggio Luigi Ladisa – Supervisione artistica di Rossella Dentuto – Direttore alla fotografia Michele Ladisa – Management Loredana Caporizzi – Si ringrazia per la concessione degli ambienti il C.D.A.delle Grotte di Castellana –

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