E’ SUN il terzo brano estratto dal disco RAGGI DI SOLE ,

il giorno 4.4.22 è stato pubblicato su tutte le piattaforme digitali.

Questa nuova composizione vede la partecipazione straordinaria di Marilù Di Modugno al violino.

SUN è il brano della luce.

Claudio afferma: “SUN è la mia prima composizione in assoluto,

vestita a festa per il disco RAGGI DI SOLE.

Ho creato questa melodia nel lontano 1992, avevo 12 anni e mi dovevo esibire per un saggio,

non lo feci più perché all’ultimo mi venne la febbre.

SUN rimase nel cassetto per anni, poi, cominciai a risuonarlo in pubblico con ottimi riscontri degli ascoltatori.

Ricordo di aver esibito questo pezzo anche a Tokyo, durante la presentazione di un mio nuovo disco.

Ho sempre voluto tenerla in lista, pur non avendola mai del tutto pubblicizzata.

Ora è arrivato il momento di farlo in maniera definitiva.

Ora che il mondo ha bisogno di luce,

ora che il buio avvolge l’infinito delle nostre incertezze esistenziali,

ora che solo il calore del sole può distruggere il gelo che si è formato tra la gente.”

SUN è tutto questo,

una composizione molto importante per percorso musicale del compositore,

in pubblicazione il 4.4.22, data speciale per chi ama i giochi numerici del calendario.

Il brano sarà acompagnato dal secondo videofilm girato nelle GROTTE DI CASTELLANA facente parte del progetto RAGGI DI SOLE

con la supervisione videografica di Luigi Ladisa, la direzione artistica di Rossella Dentuto e la cura fotografica di Michele Ladisa.

Le protagoniste del videofilm sono ancora una volta la piccola Alice Caputo e incantevole Sonia Scarpa.

_________________________________________________________________________

Lo sapete, io vivo di parole e note,

soprattutto la notte.

Le scelgo con cura, le penso con grande precisione.

Le parole sono uno strumento potente di creazione, danno un’identità al mondo in cui vivo, un mondo fluido, magmatico e imprendibile.

Quello che desidero è esprimere, attraverso le mie composizioni, realtà ambigue, contraddittorie,

impossibili da sovrapporre dentro e fuori di noi.

Dentro e fuori di me.

Non mi piace essere definito pianista.

Non approvo una vita relegata nei confini fittizi di qualsiasi definizione.

Non mi piacciono le recinzioni, le prigioni e le esclusioni.

Voglio conoscere l’universo, tutto, voglio entrarci per liberare e per liberarmi.

Accosto le note alle mie emozioni per raccontarlo, questo universo.

L’unico possibile, l’unico narrabile.

Luna, sole, stelle, suono quello che vedo, che vivo,

vivo quello che vedo e quello che sento.

Suono uno spazio che esiste quasi nascosto, popolato dai sogni.

A volte racconto gli altri e altre racconto me.

Sono il suonatore che sposta i sentimenti dalle quinte al centro di un palcoscenico.

Ho deciso di smettere di preoccuparmi di piacere alla gente.

La cosa che mi spaventa di più è di impoverirmi sentimentalmente,

nelle emozioni.

Mi spaventa questa disidratazione del cuore, di cui tutti sono vittima.

Da questo punto di vista mi spaventa anche un futuro privo di sentimenti,

perché ho notato che in molte persone, con l’andare degli anni,

si sviluppa una tendenza ad affezionarsi alle cose, e a disaffezionarsi alle persone.

Non c’è speranza nell’uomo se non nell’amore che uccide l’odio, nella carità che uccide cupidigie,

rancori e ingiustizie. I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza,

né dal potere, ma dal piacere di donare.

Gli infelici sono egoisti, cattivi, ingiusti, crudeli e meno capaci degli sciocchi di comprendersi reciprocamente.

L’infelicità non unisce, ma disunisce gli uomini e perfino là dove parrebbe che gli uomini dovessero essere legati dalla identità del loro dolore,

si commettono molte più ingiustizie e crudeltà che in mezzo a gente relativamente contenta.

Quello che mi fa paura, oggi come ieri, è che la vostra libertà, come la mia, non sia più neppure dignità.

Gli infelici sono egoisti, cattivi, ingiusti, crudeli e meno capaci degli sciocchi di comprendersi reciprocamente.

L’infelicità non unisce, ma disunisce gli uomini, e perfino là dove parrebbe che gli uomini dovessero essere legati dalla identità del loro dolore, si commettono molte più ingiustizie e crudeltà che in mezzo a gente relativamente contenta.

Va beh va, vi saluto,

non prima di aver scritto che nelle mie parole non c’è morale.

Una morale la si costruisce in un centinaio di anni.

Oramai c’è una nuova morale che si fonda sui valori perversi: l’arricchimento immediato,

il non guardare in faccia colui che ti chiede un aiuto.

Le regole che pensavamo fossero alla base del vivere civile sono saltate,

per ricostruirle ci vorrà probabilmente un periodo lungo, e con la nuova crisi economica/pandemica rispuntera’ la povertà,

quella vera e attraverso la povertà forse si riscopriranno i valori della solidarietà.

O forse no, perché non arriveremo così in fondo da poter ricostruire il tessuto sociale sui valori convincenti.

 

 

_____________________________ SamomusicProductions2022


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.