Nel 2018 ho avuto l’onore di bere un caffè col maestro Maurizio Pollini.

Considerato uno dei più grandi pianisti della nostra epoca, è soprattutto noto per le sue interpretazioni di Beethoven, Chopin, Schubert, Schumann e della seconda scuola di Vienna (Schönberg, Berg e Webern). Ha interpretato spesso anche compositori del periodo barocco (come Bach e Scarlatti), classico (come Mozart), tardo-romantico (in particolare Brahms, il cui secondo concerto costituisce una delle sue più famose interpretazioni, e Liszt, in specie la Sonata in si minore e i pezzi più sperimentali composti negli ultimi anni di vita). Agli esordi aveva mostrato un certo interesse anche verso la letteratura pianistica russa (soprattutto Prokofiev e Stravinsky), poi mano a mano venuto attenuandosi. Si è invece spesso cimentato nell’esecuzione di opere di autori contemporanei come Pierre Boulez, Luigi Nono, Luciano Berio e Karlheinz Stockhausen, e numerose composizioni del nostro tempo sono state scritte espressamente per lui; fra le più note si possono ricordare …Sofferte onde serene… di Nono, Masse: omaggio a Edgard Varèse di Giacomo Manzoni e la quinta sonata di Salvatore Sciarrino. Pollini è noto per l’ottima tecnica e per la padronanza dello strumento. Da questo punto di vista il “testo simbolo” con cui si è da sempre identificato sono gli Studi di Chopin, che testimoniano la perfezione della sua tecnica (si veda in particolar modo la registrazione edita da Testament nel 2011, risalente a quando ancora era diciottenne).

Nell’arco della sua carriera ha sempre prestato grande attenzione agli aspetti formali e d’insieme dei brani suonati, cercando di renderli con la maggior chiarezza possibile, anche a discapito a volte della perfezione del suono e della ricercatezza timbrica. Pollini privilegia la forma sull’eleganza, pur possedendo un suono pieno che si è arricchito col passare del tempo. Ha effettuato una notevole ricerca sui dettagli interpretativi dei compositori che ha affrontato con rispetto scrupoloso del testo scritto. In alcune occasioni gli è stata rimproverata una certa freddezza nell’interpretazione (dovuta probabilmente al puntiglioso lavoro sulla tecnica e alla mancanza di “personalizzazione” delle partiture per la citata fedeltà al testo), ma le esecuzioni degli anni più recenti hanno mostrato una sempre più convincente forza espressiva – anche se parallelamente la tecnica non ha più la perfezione degli esordi. Negli anni Ottanta ha debuttato come direttore d’orchestra per la realizzazione di una delle prime incisioni discografiche moderne dell’opera La donna del lago di Gioachino Rossini nell’ambito delle manifestazioni rossiniane della città di Pesaro.[5] Nel Teatro alla Scala di Milano debutta nell’ottobre 1958 suonando nella prima esecuzione assoluta della “Fantasia per pianoforte e strumenti a corda” di Giorgio Federico Ghedini diretta da Thomas Schippers, e nel 1960 esegue il Concerto n. 1 in mi minore, op. 11 di Fryderyk Chopin diretto da Sergiu Celibidache.

Per il Teatro La Fenice di Venezia esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Beethoven) nel 1964, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 di Fryderyk Chopin nel 1968, un recital nel 1972, due nel 1973, uno nel 1976, due concerti nel 1983, la Sonata per pianoforte n. 16 e la Sonata per pianoforte n. 18 di Beethoven nel 1987, un recital nel 1990 ed uno al Teatro Malibran nel 2001. La sua prima incisione per la Deutsche Grammophon, nel 1971 – che includeva i Tre Movimenti da “Petrushka” di Stravinskij e la Settima Sonata di Prokof’ev – è tuttora considerata un punto di riferimento nella discografia pianistica del Novecento. Nel 1972 suona nella prima esecuzione assoluta nel Teatro alla Scala di Milano di “Como una ola de fuerza y luz” di Luigi Nono diretto da Claudio Abbado e dedicata a Luciano Cruz. La rappresentazione con l’Orchestra di Filadelfia stupì il pubblico statunitense che vi lesse una critica alla Guerra del Vietnam e all’intervento nel Cile di Pinochet.[6]

A Salisburgo esegue nel 1973 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (Chopin) con i Wiener Philharmoniker diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 1974 il Concerto per pianoforte e orchestra (Schumann) sempre con i Wiener Philharmoniker diretto da Herbert von Karajan e tiene un recital, nel 1976 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Brahms) diretto da Abbado e tiene un recital con musiche di Beethoven, nel 1977 tiene un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 di Mozart diretto da Karl Böhm, nel 1978 tiene un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 (Beethoven) diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 1980 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 19 di Mozart diretto da Böhm, negli anni 1981, 1982 e 1984 tiene un recital, nel 1985 tiene un concerto con musiche di Franz Schubert, nel 1986 tiene un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Beethoven) diretto da Claudio Abbado, nel 1987 il Concerto per pianoforte e orchestra (Schumann) con l’Orchestra filarmonica d’Israele diretta da Zubin Mehta e tiene un recital, nel 1988 tiene un concerto con musiche di Beethoven, dal 1989 al 1994 (1990 escluso) tiene un recital all’anno, nel 1995 un concerto con musiche di Beethoven, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Brahms) con i Berliner Philharmonisches Orchester diretto da Claudio Abbado, il Quintetto per pianoforte e archi in fa minore op. 34 di Brahms, Tre pezzi per pianoforte Op. 11 di Arnold Schönberg e Klavierstück X di Karlheinz Stockhausen, nel 1996 e 1997 un recital, nel 1998 un concerto con musiche di Beethoven, nel 1999 Cinque pezzi per pianoforte Op. 23 di Schönberg e Sonata n. 3 (Concert sans orchestre) in fa minore op. 14 di Robert Schumann, suona in Quintetto con il Quartetto Accardo e la Sonata per pianoforte n. 29 (Beethoven), nel 2000 tiene un recital, nel 2001 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Brahms) con i Berliner diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 2002 e 2003 un recital, nel 2004 un concerto con musiche di Beethoven, nel 2005 un concerto con musiche di Chopin, dal 2006 al 2009 un recital all’anno, nel 2010 un concerto con musiche di Chopin, nel 2011 e 2012 un concerto con musiche di Beethoven.

Maurizio Pollini e Pierre Boulez

Per la Scala nel 1976 dirige l’Orchestra del Teatro alla Scala nella Sinfonia n. 2 (Beethoven) ed esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 (Beethoven) nel Palazzetto dello Sport di Cinisello Balsamo e nel Teatro Fraschini di Pavia, esegue un concerto nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, nel 1977 il Concerto op. 42 di Arnold Schönberg e dei recital, nel 1978 un recital di Franz Schubert ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Brahms nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, diretto da Claudio Abbado, nel 1979 un recital di Robert Schumann, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 12 di Mozart diretto da Abbado ed il Concerto per pianoforte e orchestra (Schumann) diretto da Abbado, nel 1980 un recital ed un concerto con il Quartetto Italiano, nel 1981 un recital, nel 1982 un recital ed un concerto con la Chamber Orchestra of Europe, nel 1983 un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 (Beethoven) diretto da Carlo Maria Giulini.

Nel 1985, in occasione del terzo centenario della nascita di Bach, suona l’intero primo libro del Clavicembalo ben temperato ed esegue il Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, op. 54 di Robert Schumann diretto da Abbado trasmesso da Canale 5, nel 1986 un concerto con il Quartetto Italiano, nel 1987 un concerto con musiche di Beethoven ed uno di Chopin. Il 17 settembre 1981[7] ha debuttato nella direzione di un’opera a Pesaro, con La donna del lago di Rossini; l’esecuzione in tale occasione è stata registrata, e successivamente pubblicata su long playing (1983)[8]. Nel 1987, a New York, ha eseguito tutti i concerti per piano di Beethoven con l’Orchestra Filarmonica di Vienna diretta da Claudio Abbado, ricevendo nell’occasione l’Ehrenring, l’anello onorario dell’orchestra.

Alla Scala nel 1988 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (Beethoven) con i Wiener Philharmoniker diretto da Claudio Abbado ed un recital, nel 1989 un recital, nel 1990 un recital ed un concerto con Salvatore Accardo, nel 1991 un concerto con musiche di Beethoven, nel 1992 un recital ed il Quintetto in Mi bem maggiore op. 44 di Robert Schumann con Accardo, nel 1993 un recital ed un concerto con musiche di Beethoven, nel 1994 il Trio in Re min. per violino, violoncello e pianoforte op. 70 n. 1 “degli Spettri” con Accardo, nel 1995 e nel 1996 quattro Sonate per pianoforte di Beethoven, nel 1997 e nel 1999 dei recital, nel 2000 un concerto dal titolo “Grandi pianisti alla Scala”, nel 2001 un recital, nel 2006 un concerto di Chopin, un recital e Drei Klavierstücke di Schönberg, nel 2008 un recital, nel 2009 un concerto con l’Ensemble InterContemporain diretto da Pierre Boulez, il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Béla Bartók diretto sempre da Boulez ed un recital, un concerto con i Klangforum Wien, uno con l’Ensemble InterContemporain diretti da Pierre Boulez ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Bartok e nel 2010, nel 2012 e 2013 dei recital.

Il 15 novembre 1993 suona per la prima volta al Teatro Carlo Felice di Genova, dopo vent’anni di assenza dal capoluogo ligure, nell’ambito della stagione concertistica della Giovine Orchestra Genovese. Il concerto registra il tutto esaurito e, constatate le ulteriori richieste, gli organizzatori aggiungono 50 posti in palcoscenico ai 2000 del teatro. Pollini propone un recital totalmente beethoveniano, eseguendo le Sonate op. 14 n. 1 e 2, la Sonata op. 13 e la Sonata op. 22.[9].

Fra il 1993 e il 1994 ha suonato l’intero programma di Sonate per pianoforte di Beethoven a Berlino e a Monaco, e successivamente anche a New York, Milano, Parigi, Londra e Vienna. Al Festival di Salisburgo del 1995 ha inaugurato il “Progetto Pollini”, una serie di concerti nei quali sono stati sovrapposti nuovi e vecchi lavori. Un’esperienza analoga è stata compiuta alla Carnegie Hall fra il 2000 e il 2001, con “Prospettive: Maurizio Pollini”. Nel 1996 ha ricevuto il prestigioso Premio Ernst von Siemens e nel 1999 il premio “Una vita per la musica” a Venezia. Nel 1999 esegue un concerto al Teatro Comunale di Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino. Molte registrazioni fatte da Deutsche Grammophon hanno ottenuto notevoli riconoscimenti.

Nel 2000, durante il Festival Pianistico Internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia e Bergamo, è stato il primo artista a vincere il premio “Arturo Benedetti Michelangeli”. Nel 2001 la Deutsche Grammophon ha realizzato un’edizione speciale commemorativa in 13 CD per celebrare il sessantesimo compleanno del pianista.[10] Nel 2002 suona a Roma all’inaugurazione della Sala Grande del nuovo Auditorium Parco della Musica con un concerto diretto da Myung-Whun Chung. Al Teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena tiene un recital nel 2002 ed uno nel 2005. Nel 2007 Pollini ha ricevuto il Grammy Award per la “Miglior interpretazione strumentale solista (senza orchestra)”, per la sua registrazione dei Notturni di Chopin (sempre con la Deutsche Grammophon). Nel 2010 tiene un concerto di musiche di Chopin al Washington National Opera.


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *