Sallyriver racconta l’energia incessante di un fiume,
forza naturale che trasporta qualsiasi pensiero o sentimento su strade mai conosciute.
Sallyriver è un brano che racchiude il segreto dell’essere differente,
l’imbroglio che nasconde verità,
l’essenza più recondita di ciò che si è,
o magari che si vorrebbe essere.
Spero che un giorno il suono di un pianoforte possa riaccendere le comete spente del quotidiano,
perché stiamo diventando ombre inquiete,
nascoste dentro ombre altrui,
dove è lento trovare ancora asilo e dove ogni giorno si incontrano lucide tracce di un futuro incerto.

Mi sono sempre ritenuto un utopista anarchico,
uno capace di cavalcare anche il più timido dei sentimenti senza mai smettere di crederci.
Tutto viaggia verso il suo stesso svanire e si perde,
poche situazioni lasciano traccia,
soprattutto se non si ripetono,
se avvengono una sola volta e non tornano più;
altrettanto fanno quelle che si assestano troppo comodamente
e tornano ogni giorno, sovrapponendosi,
e a volte, neppure quelle lasciano traccia.
Sallyriver racconta l’energia incessante di un fiume,
forza naturale che trasporta qualsiasi pensiero o sentimento su strade mai conosciute.

Il cuore rallenta,
la mente cammina in quel campo bagnato d’acqua piovana,
a forza di essere vento i miei pensieri volan via,
come un guado,
una nuvola,
un airone.
In questa notte ti cedo un rubino nascosto nel cuore,
per un solo dolcissimo momento d’amore,
per la stessa ragione del salto.
Il tuo cuore rallenta mentre si avvicina al mio,
nel buio di giostre in disuso,
come cielo celeste dietro un muro,
come aurora prima dell’alba,
come nessuna scrittura può descrivere.
Lasciatemi comporre in pace,
la notte è ancora lunga,
lasciatemi suonare senza sosta,
siamo pervasi di parole inutili,
di una quantità folle di frasi e di immagini tristi.
La stupidità non è mai muta né cieca.
Il problema non è più quello di fare in modo che la gente si esprima,
ma di procurare loro degli interstizi di solitudine e di silenzio,
a partire dai quali avranno finalmente qualcosa da dire.
Le forze della repressione non impediscono alla gente di esprimersi,
al contrario la costringono ad esprimersi.
Dolcezza di non aver nulla da dire,
diritto di non aver nulla da dire:
è questa la condizione perché si formi qualcosa di raro o di rarefatto che meriti,
per poco che sia,
d’esser detto.
L’estate scolorò nell’autunno,
l’autunno illividì nell’inverno,
la mia curiosità diradò in tepore
e il tepore si arrese al gelo.
Il tempo avanzava a lenti passi prudenti,
così come la speranza che non è mai infinita
e perciò andava rosicchiata a piccoli morsi.
Osservavo tra il mare e la roccia,
come nelle notti d’estate le stelle,
quel muro d’acqua di fronte a me,
oscuro e rovente che teneva prigionieri gli occhi della ragione
perché non scrutassero il futuro,
prima che il bianco arrogante delle onde cominciasse a umiliarsi
sotto tinte celesti, per poi sprofondare in aurore senza tempo,
come speranze uccise dal vento invernale.
Io penso che poesia sia la musica dell’anima,
tutto possiede in sé della poesia.
I poeti altro non sono che dei musicisti come me
che suonano melodie che provengono dal cuore.
I poeti,
persone che sanno trarre dai sentimenti un significato profondo,
un respiro sensibile solo a pochi,
non percettibile a tutti.
I poeti,
alchimisti dell’anima.
Io penso che la vita sia un continuo processo di metamorfosi,
di cambiamento, di ricerca costante di una felicità illusoria.
Tra vent’anni alcuni di noi non saranno delusi delle cose che hanno fatto ma da quelle che non hanno fatto.
A volte la paura di ciò che accadrà ci distrae da ciò che vogliamo che accada,
la realtà che desideriamo ha bisogno di noi per diventare tale,
al contrario rimarrà solo un illusione.
A volte dedichiamo un intero giorno ad un misero pensiero a cui un solo secondo sarebbe troppo da dedicare.
Ogni volta che qualcuno ha voluto rendere comprensibile ciò che non lo è, come per esempio, l’animo umano, allora sono sorte le contraddizioni.
Tutti tentativi di chiarificazioni che partono da assiomi,
cioè da certezze o regole precostituite, ma non spiegate.
Conosciamo solo qualcosa di molto personale, impreciso, mutevole.
Solo il contatto con il sé più profondo,
il contatto con la nostra indicibile profondità,
porta alla comprensione e alla trasformazione.
Una trasformazione che ha qualcosa anche di artistico perché porta,
in qualche modo, a trasformare le contrarietà in qualche cosa di bello e,
quindi, di utile.
Qualcosa che trasmette il desiderio di contemplazione.
Tra due note musicali esiste una nota,
tra due fatti esiste un fatto,
tra le mie due figlie gemelle ci sono io,
tra due granelli di sabbia,
esiste un intervallo di spazio,
esiste un sentire che sta in mezzo al sentire,
nella materia primordiale passa la linea di mistero
e di fuoco che è il respiro del mondo,
e il respiro continuo del mondo è ciò che noi udiamo e chiamiamo silenzio.
Io penso che chiunque coltivi le proprie diversità con dignità e coraggio con l’unico intento di assomigliare a se stesso è già di per sé vincente.

 

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